11 April 2011

COLLI EUGANEI: PRIMA PUNTATA

127 ORE ci ha fatto male. Dopo aver visto questo film, l'idea della vacanza-sogno non è più quella di stare seduti comodi in un Frecciarossa (bè anche quello) bensì fare escursioni estreme a piedi o in mountain bike. Per fare queste scelte bisogna essere un minimo allenati, cosa di cui eravamo fermamente convinti fino a ieri, ed è stato solo merito del mio sesto senso se io e il mio boyfriend abbiamo optato per un giro modesto, che a leggere le indicazioni su parcocollieuganei.it risulta fattibile per tutti, facile e veloce.
FACILE???
Scrivo questo articolo per avvisare gli avventurieri impavidi che compiere gite fuori porta non è cosa da sottovalutare, e che importantissima è la scelta di abiti e calzature. Ma va?! Bè, c'è da dire che in qualità di fashion addicted era un affronto riesumare quello schifo di Nike Silver dorate - già le uso per fare jogging, bleh - perciò ho optato per lo stile: contenta come una pasqua ho deciso di sfoggiare le mie scomodissime X-Hi All Star verde sbiadito. ERRORE! Ero di sicuro la più street-chic tra i montanari incrociati ieri, ma i miei piedini ne hanno risentito non poco. Per quanto riguarda i jeans nessun problema, a patto che siano comodi, leggeri e non preziosi perché si rischia di sporcarli con la terra, soprattutto se, stufi di fare i noiosissimi tornati, decidete di tagliare arrampicandovi come veri scalatori. Anche in questo caso ERRORE, però è stato figo.

Descriviamo bene la faticata di ieri. Gasatissimi, siamo arrivati a Monselice seguendo diligentemente AL CONTRARIO le indicazioni di google maps - è più bello chiedere ai passanti, c'è più avventura - e abbiamo parcheggiato davanti la Trattoria "Da Valentino" che si chiama così in mio onore. Per arrivarci bisogna attraversare la stazione ferroviaria e girare sulla destra; dopo circa 300 mt si gira a sinistra in una curva-inversione. La trattoria è lì.
La descrizione del percorso che ho scelto (sentiero del Monte Ricco) dice che bisogna seguire per circa 45 minuti la strada asfaltata in salita fino ad arrivare ad una casa rossa, presso la quale inizia il sentiero. Dopo neanche 5 minuti di camminata arriviamo alla casa rossa ma di sentieri neanche l'ombra. Strano... Proviamo dunque a proseguire, e pensiamo: magari è qui vicino, magari hanno messo 45 minuti per i più scarsi, ma noi siamo allenatissimi e ci abbiamo messo meno tempo. ILLUSI. Infatti, di sentieri non se ne vedono per i stramaledetti 40 minuti che seguono la prima casa rossa, quella sbagliata, che si trova a valle e che secondo me inganna tutti quelli che iniziano ignari il percorso. Arrivare alla VERA casa rossa è una faticaccia incredibile, è tutta una salita ripida e al ritorno ci domandiamo se non sia peggio scendere che salire. Alla fine arriviamo alla casa rossa giusta, e da lì inizia il vero sentiero del Monte Ricco, anche se ancora adesso non siamo proprio certi di averlo percorso tutto.
Dopo 150 mt l'inizio del sentiero si arriva alla Terrazza di Ercole dove si ha una bella visuale della piana di Monselice (se non si fa caso alla cementeria di sotto che è un vero pugno nell'occhio), e da lì si apre una scalinata lunghissima e ripidissima ma molto suggestiva che porta all'Eremo di Santa Domenica. Farla o non farla? Per il momento lasciamo perdere perché i tornanti ci hanno devastati, perciò ci rifocilliamo all'ombra e poi ripartiamo alla scoperta del vero sentiero. 
Il sentiero del Monte Ricco è per lo più all'ombra, poco frequentato e un po' inquietante, cosa che lo rende anche molto suggestivo. Ci sono molti roveri - un tratto si chiama proprio Roverella - e tra la vegetazione si capisce che dev'esserci un gran movimento perché c'è sempre un continuo cric crac. Lungo il percorso c'è anche la possibilità di deviare per il Monte Castello, ma eravamo troppo spaventati da altre salite perciò abbiamo disertato. 
Il sentiero del Monte Ricco dura poco, neanche un'ora forse, perciò in breve siamo ritornarti alla Terrazza di Ercole e lì abbiamo deciso di farci veramente del male salendo l'infinita scalinata dell'Eremo. Per fortuna esiste una via secondaria per arrivarci, però salire le mille scale erbose secondo me ha un fascino particolare e ne acquista sempre di più man mano che il tempo passa (ad esempio, ora che sono seduta mi sembra stupenda). Una volta in cima - l'Eremo si trova nel punto più alto della collina - lo spettacolo è garantito: davanti ai nostri occhi si apre una piccola scalinata che porta ad un chiostro piccolissimo veramente stupendo, e da lì la visuale è mozzafiato.
Tirando le somme è stata un'esperienza nuova e piacevole, il clima era perfetto e il panorama che si ha da più punti lungo il percorso merita la visita. L'unica nota negativa è il bagno: essendo proprio in mezzo alla natura non pretendevamo certo di vedere toilettes, però lungo il sentiero e i tornanti non è possibile fermarsi per poter fare pipì, e affrontare il percorso col clima estivo di ieri l'acqua è indispensabile. Fate i vostri conti.






perché la freccia è al contrario? mmmh



l'arrivo alla vera casa rossa


la scalinata che porta all'Eremo




mica si vede la fine della scalinata...


il piccolo chiostro dell'Eremo




06 April 2011

Miss Vavette parla di Belfast

C'ho sta fissa da un po' di tempo su Belfast, e dato che sono convinta che ci sia ancora qualche povero caro rimasto immune alle mie filippiche sull'argomento, ho pensato bene di scrivere degli articoli su LA SBOBBA. Se poi volete restare ignoranti mica ci posso fare qualcosa, scelte di vita.