25 October 2010

Citazionismo no-limits per Louis Vuitton

Ciao sono tornata, e farò tutt'altro che risparmiarmi sulle meraviglie della moda 2011 e sulle brutture più scandalose dell'universo. A differenza del 99% delle ***fashion bloggers*** del pianeta (le stelline sono al posto delle varie decorazioni friulì friulà che si incontrano nei blog più bloggosi) viaggio con un ritardo di circa un mese, e ciò si spiega perché, oltre a guardare le sfilate più o meno in tempo reale, ho dovuto fare i conti con libri, spese, pulizie, cene da preparare, eccetera. Una donna in carriera dunque, o in corriera?, ANZI meglio dire in treno perché la mia vita viaggia come i frecciarossa (anche se mi tocca prendere il regionale, e queste sono ingiustizie).

Avviso per i naviganti: se non ve ne frega un pippio di moda potete anche cambiare canale per evitare noia mortale e disappunto fastidioso ("sai ho visto il tuo blog e non parla di calcio" ma va?! e per fortuna, aggiungo).

Non ricordo dove, ma ho ben presente quel giorno in cui mi sono imbattuta in una recensione sulla sfilata di Vuitton, una delle ultime e tanto attese della stagione. Questa critica diceva "uuh quant'è pacchiano questo gecobbs madò che orrore è uno scempio bla bla". Sarebbe bello poter leggere tutte le recensioni per confrontarle...ma anche no, mi stufo dopo averne letta mezza. Questo per dire che le idee partorite nei miei post sono proprio mie nel bene e nel male, perciò potreste trovarvi di fronte sia a porcherie colossali sia a rivelazioni senza tempo e degne di citazione.
Tutta questa pappardella per dire che a me MARC JACOBS piace da morire perché mi diverte: è allegro, colorato, sbrilluccicoso e sempre diverso; insomma dà spettacolo, intrattiene e incuriosisce (non ai livelli di Galliano, quello è travestitismo e per info chiedere alla Pighello). La sfilata di Louis Vuitton autunno/inverno 2011 propone colori sgargianti - nonostante la stagione che spesso vuole per tradizione abiti più scuri - come il porpora, il rame, il rosso e il giallo, che ricordano molto l'eccentricità kitsch degli anni 80. I must proposti variano dal tailleur fantasia al kimono di seta, da gonne glitterate con super spacco laterale evidenziato da contorni neri molto spessi, come del resto lo sono tutte le cuciture della collezione, a qualche pezzo di pizzo (evviva l'allitterazione). Il risultato? Un cocktail esplosivo che mescola sapori orientali con rivisitazioni disco di sapore Amandaleariano.





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