11 March 2010

Requiem - Fall 2010/11

Ogni volta che leggo Requiem penso al capolavoro di Aronofsky, Requiem for a dream, storia tragica di giovani tossicodipendenti bellissimi che intraprendono una strada della perdizione senza ritorno.
Il défilé in questione propone delle soluzioni gothic glam per gothic bikers molto sexy, servendosi di gonne sopra il ginocchio, di spalline leggermente bombate, di pelle e di raso, e soprattutto di colori che non spaziano molto dal nero, pur aggiungendo talvolta punti luce come i guanti verdi della fig. 2. Questo parallelismo tra sfilata e film sottolinea come Marion Silver - tra l'altro aspirante stilista, interpretata da Jennifer Connelly - possa tranquillamente sfoggiare una di queste creazioni senza sentirsi privata della sua identità.
Non sorprenderebbe se lo stilista Raffaele Borriello dichiarasse di essersi liberamente ispirato alla pellicola.









Fig. 1















Fig. 2

09 March 2010

Alien has never been so glam

Le dangerous women di Gareth Pugh colpiscono il bersaglio: è impossibile distrarsi durante questa straordinaria ed energica runway, in cui il total black è l’assoluto protagonista. Si tratta di creazioni che richiamano inevitabilmente mondi tetri e paralleli, come le ambigue fantasie di Giger – famoso ispiratore di Alien - che tra venature marcate e accenni di ossature stabili e forti, suggersicono l’idea di una realtà diversa dalla nostra, forse del futuro a giudicare dalle gonne plissettate indossate dall’uomo pughiano. Com'è glam, com'è rock, com'è – per richiamare le affermazioni di Simon Costin - poetically industrious la donna del prossimo inverno: non sarebbe infatti ideale per interpretare un remake di Metropolis in chiave contemporanea ? La scenografia di una città cupa e sotterranea sarebbe perfetta.



Sweet Home Alabama - Kenzo Fall 2010-11

È la volta degli anni 70 per Kenzo, che ci propone per il prossimo autunno una countrygirl rivisitata con ampie gonne svolazzanti e pantaloni oversize. Trasferiamoci per un attimo con la mente in Alabama, giusto il tempo di gustare questo show così ricco di tonalità calde e vellutate: suede platform-boots, maxi righe, maxi bags (fig. 1) – il tutto condito con una buona dose di pelliccia (ecologica?) che scalda e riscalda le spalle, i piedi e il corpo tutto. Quella di Antonio Marras è una femminilità giocata sui contrasti, tra fur e voiles, tra gessato e stampe floreali, tra monboots e platforms. Pezzo d’eccezione: l’abito a pantalone (fig. 2), gessato, così femminile e così maschile con stringate altissime: ebbene sì, ecco un altro contrasto.


Fig. 1                                             Fig. 2



retro-contemporary underwear

01 March 2010

Michael Kors hidden-not very hidden

 











This is my last creation.
Do you recognize Celine's Spring Runway Collection 2004 in it? I wonder if I saw it before or after having finished the draw. Inconsciously sounds better.

La donna che visse due volte - Kim Novak revisited

Si torna indietro nel tempo, si torna alla San Francisco di fine anni '50: è uno scenario perfetto, uno scenario che non lascia indifferente nemmeno Hitchcock, che nel 1958 gira per le strade della città un film che non si può dimenticare: Vertigo. Michael Kors se lo ricorda bene quel film, e dev'essergli piaciuto a tal punto da essersi ispirato alla protagonista per la collezione ready-to-wear autunno/inverno 2008/2009. Biondissima, capelli sempre raccolti in uno chignon, occhiali da sole - tre elementi che bastano per farne una diva, ma soprattutto abiti che rispecchiano lo stile che propone lo stilista americano in questa nuova - ormai vecchia - sfida per la linea che porta il suo nome. E' una donna fiera e iper-femminile, che si nota per la strada pur non indossando nulla di eccentrico o di sgargiante, anzi: ama i colori tenui, come il beige per i tailleurs con gonne che coprono il ginocchio e come l'avorio che dipinge le décolletées rigorosamente a punta. E se si vuole trovare una fantasia provocatoria in questi abiti lo sguardo si pone sulle stampe animalier, che tuttavia mantengono un'allure perbenista e molto lontana da tutto ciò che è fashion-aggressive. C'è anche una novità, che però si accosta con armonie alle tendenze del passato: l'eyewear che ormai ha preso piede grazie a collezioni che vanno da Yves Saint Laurent a Tom Ford; un modo di pensare l'occhiale da vista non solo come necessità ma come vezzo. E' un occhiale dalla montatura rigida, pesante, nera che assicura un look a metà tra la manager affermata e l'intellettuale borghese.


Street Princess by Sonia Rykiel

Si divertono moltissimo a sfilare le artiste di strada proposte da Sonia Rykiel per lo show ready-to-wear autunno/inverno 2009/2010: hanno sguardi sorridenti e maliziosi che spuntano da copricapi nerissimi e che lasciano intravedere uno spirito pronto a mettersi in gioco. Sono un po' maghe e un po' pittrici, e una dopo l'altra presentano una collezione ricca di black velvet e di outfits morbidi monocromo come le tute chic - il vero must anche per la prossima stagione estiva - o come i pantaloni oversize. Per i cocktail parties, la Rykiel propone abiti in lurex e cascate di paillettes rivisitate in chiave anni '80 e accompagnate talvolta da morbidissime pellicce. L'effetto finale è un mix vincente che accosta lusso e stravaganza senza cadere mai nell'impertinenza snob dell'alta società.

House of Holland autumn/winter 2009

Occhi puntati sulla nuova - e deludente - collezione del giovane inglese Henry Holland, già famoso per il successo di t-shirts dalle scritte fluo inneggianti ai doppi sensi. Si presenta statico il catwalk, ed è strano parlare di staticità in presenza di colori abbaglianti che non lo abbandonano nemmeno quest'anno; tra l'altro, l'unica nota positiva è proprio quest'idea dell'abbaglio colorato, se non fosse che stride con geometrie e tagli asimmetrici che paralizzano la morbidezza degli abiti. Nemmeno la supertop Agyness Deyn, amica e testimonial da sempre dei lavori dello stilista riesce a trasmettere quello che potrebbe vista la particolarissima allure di british androgynous che la caratterizza.

Meglio se ritorna a fare solo le t-shirts.
 

Mrs Beckham inizia da NY-Fashion Show 2009

Dopo Gwen Stefani arriva Mrs Beckham, e ci si domandava pure perché non lo avesse fatto prima. Fashion addicted per eccellenza, sobria e mai banale, Victoria ha ideato una collezione a sua immagine e somiglianza per chi volesse sentirsi un po' come lei almeno per un giorno. Sono 23 i capi che si susseguono con tagli rigorosamente austeri ma chic, che ci fanno tornare agli anni '50 quando i pantaloni erano ancora banditi per noi donne e le gonne scendevano strette sotto il ginocchio. Essenziali ed iper-glam, queste nuove Victorie indossano uno spettacolo fatto solo di abiti, che nega gli eccessi di acconciature esuberanti o di improponibili decolletées. Davvero una lezione sul buon gusto e sulla portabilità che riflette gli insegnamenti dei grandi a partire da Michael Kors.


OH OH OH OOOH-YOU CHINA GIRL

This draw suggests oriental atmospheres (you're going to see maaany others draws like this). This too has been created for a dear friend of mine.

Jackie

These models have been created for a posh friend of mine.




Stefano Pilati and his new heroins

Inizia con la martellante Someone Great dei newyorkesi LCD Soundsystem lo show ready-to-wear di Yves Saint Laurent per l'autunno/inverno 2008, uno show che ipnotizza e ci obbliga a seguire i movimenti meccanico-robotici delle top models filiformi, che come automi sfilano impassibili con carrés e labbra corvine lungo un essenziale e luminoso white carpet. Apparentemente tutte uguali, presentano una collezione fatta di abiti stretti in vita, gonne al ginocchio e pantaloni anni '80 che sfogliano una gamma di colori autunnali con poche eccezioni (tra cui il ritorno del blu cobalto dalla precedente runway per la primavera/estate 2008), e che nonostante l'impronta di taglio maschile sanno celebrare sapientemente la sensualità grazie ad eleganti trasparenze, paillettes e tacchi vertiginosi. E' così che Stefano Pilati se la immagina la donna contemporanea: lontana dall'essere solo una diva, emancipata e quindi prontissima ad affermare la propria individualità. Da urlo.